Giusto ieri mi ero messo a scrivere due righe sui tre fratelli ghepardo, purtroppo stasera ho saputo che uno dei tre, il maschio alfa, è stato ucciso dai leoni. Peccato, mi dispiace un sacco, ma questa è la dura legge della savana. Gli altri due a quanto pare stanno bene e hanno imparato ad arrangiarsi anche senza il capo.
Speravo di poterli rivedere, avevo notizie fresche che mi informavano che erano ancora nello stessa zona in cui li avevo lasciati due anni fa, e sono stato contento di vedere che stanno bene e sono in splendida forma, nonostante le auto dei turisti. Tra l'altro li si può vedere brevemente anche nel film documentario African Cats di Disney Nature, del quale consiglio vivamente la visione. Quest'anno abbiamo avuto la fortuna di incontrarli due volte nello stesso giorno, la mattina quando purtroppo ormai la luce era poco adatta alle foto, ma ci hanno concesso il bis anche nel tardo pomeriggio con la luce dorata I tre erano alla ricerca di una preda ed è stato molto interessante vedere l'interazione tra loro ed un branco di gnu, alla fine la scelta è ricaduta su un esemplare di gazzella di thompson ma purtroppo non abbiamo assistito alla caccia , c'è stato solo un accenno di tentativo e la gazzella è stata brava ad anticiparli. Mi sarebbe piaciuto molto assistere dal vivo ad una delle proverbiali corse di cui questo felino è capace, mi sono dovuto "accontentare" di un'andatura al trotto che comunque mi ha permesso di godere ancora una volta dell'eleganza delle loro movenze. Sarà per la prossima volta......
Una delle foto del mio viaggio in Kenya di quest'anno che guardo con più nostalgia, una foto che mi sa tanto di Africa, con la bellissima luce dell'alba e dei minuti successivi, i silenzi rotti solo dal rumore del vento e dai versi degli animali. Sensazioni che amo e che sicuramente mi riporteranno in Africa, nonostante chi non c'è mai stato si stupisca e mi domandi come mai non cambio destinazione. Si può chiamare molto semplicemente Mal d'Africa, una bellissima malattia che per fortuna esiste sul serio. Quella mattina eravamo alla ricerca del leopardo, il nostro gruppo di tre jeep si era diviso per battere ognuna una zona diversa di quelle che circondano il bush dove in quei giorni si avvistava una bellissima femmina di leopardo, esemplare che nel Masai Mara è conosciuto con il nome Olive. La fortuna non è stata dalla nostra parte per la ricerca del leopardo, però ci ha ricompensato con una bella scena, una colonna di gnu immersi nella luce dorata del primo mattino che mi ha permesso di provare uno scatto che speravo di avere l'opportunità di tentare ancora prima di partire dall' Italia
I believe in Nature, not in god....
Anche quest'anno purtroppo si sta per aprire la stagione venatoria, e come al solito un caloroso invito ai signori cacciatori: cari cacciatori, se proprio dovete sparare ad un uccello, sparate al vostro !
Di esperienze indimenticabili un safari ne offre sempre tante, anche se magari per vari motivi non sempre si riesce a concretizzare l'aspetto fotografico. Come ad esempio quella volta che ho assistito ad un' interazione piuttosto vivace tra due gruppi di leoni, che purtroppo non sono riuscito a fotografare in modo decente a causa della poca luce e dei conseguenti limiti della mia attrezzatura. Ma quel pomeriggio passato in compagnia di tre ghepardi durante il safari in Kenya del 2009 è sicuramente una delle esperienze più belle che ho fatto in Africa. Quella mattina, come quasi tutte quelle di quel viaggio, avevamo iniziato la giornata cercando Olive, una femmina di leopardo che in quel periodo aveva anche un cucciolo di pochi mesi, purtroppo ricerca andata a vuoto, e non eravamo stati fortunati neanche nella successiva ricerca dei caracal, così quando ormai ci si avvicinava a mezzogiorno decidemmo di provare a cercare i tre ghepardi maschi che in quel periodo bazzicavano nel Mara, e almeno in questo fummo fortunati. Visto il sole battente e il gran caldo li trovammo in piena fase di siesta, erano sdraiati all'ombra di un albero e gli unici sforzi fisici che facevano erano l'alzare la testa ogni tanto per controllare cosa succedeva lì attorno, e l'alzarsi per seguire l'ombra dell'albero. Ci trovavamo di fronte ad una scelta, rimanere lì con loro nella speranza che ci potessero regalare un po' di azione durante il pomeriggio, oppure cambiare direzione e proseguire nella ricerca di qualcos'altro. Decidemmo per la prima armandoci di molta pazienza, lì attorno i bersagli per i tre gattoni non mancavano e gli stomaci sembravano vuoti per cui la speranza di poter vedere qualcosa di interessante ce l'avevamo. Rimanemmo lì a distanza ravvicinata per più di mezz'ora , poi visto che ormai era ora di pranzo e loro non sembrava avessero voglia di muoversi, decidemmo di allontanarci un po' riparandoci sotto l'ombra di un albero per consumare il nostro pranzo al sacco, ma un occhio ce l'avevamo sempre pronto per controllare i tre ghepardi in modo da muoverci subito nel caso ci fossero stati dei segnali di risveglio. Di preciso non ricordo quanto abbiamo aspettato, ma penso che un due ore buone sì, rimasero sonnacchiosi sino all'arrivare del solito temporale pomeridiano tipico di quel periodo, non appena l'aria cominciò a rinfrescarsi i tre iniziarono a dare segni di risveglio e noi recuperammo la posizione iniziale con macchine e obiettivi pronti. Nel periodo passato ad aspettare è stato comunque interessante vedere i comportamenti degli altri animali che si aggiravano nelle immediate vicinanze. Ricordo in particolare il comportamento di una zebra che pareva averli visti quando ancora erano sdraiati, non ho capito se li aveva effettivamente individuati visivamente, visto che erano sdraiati a mo di tappeto, o se li avesse solo "annusati". Ad ogni modo era ferma a distanza di sicurezza con lo sguardo fisso verso di loro, scodinzolava in modo molto nervoso ed emetteva dei versi di allarme che poi venivano raccolti anche dagli altri animali, spargendo così il nervosismo in tutto il circondario. Ad un certo punto i tre decisero che era giunta l'ora di muoversi, prima iniziarono a giocare tra loro e poi assunsero la tipica posizione in cui ognuno controlla una lato della scena, e dopo poco iniziarono a muoversi verso uno dei branchi di gnu che erano lì attorno. A quel punto noi decidemmo di provare ad anticiparli in modo da spostare la jeep per assumere una posizione migliore per le foto, purtroppo non ce ne diedero il tempo perché l'attacco fu fulmineo e non ci rimase che assistere al banchetto. Purtroppo avevamo perso la fase della caccia, ma è stato ugualmente molto interessante assistere al pasto perchè anche in questo frangente abbiamo potuto osservare i comportamenti di questa meravigliosa creatura. I ghepardi sono dei velocisti, non hanno una potenza muscolare che permette loro di difendere la preda, per cui il più delle volte la abbandonano nel caso vengano affrontati da un altro predatore, la loro arma per sopravvivere è la velocità e non si possono permettere di rimanere feriti perché potrebbe costar loro molto caro. Tutto questo portava i ghepardi a mangiare con una foga incredibile, e allo stesso tempo a turno si alzavano di scatto per controllare che non arrivasse nessuno ad infastidirli. La parte finale del pasto ci ha permesso anche di apprezzare un'altra loro tecnica per mangiare indisturbati, quel sacco bianco è la sacca dove si trova il rumine e questa nonostante la foga del pasto non viene toccata, o se viene aperta viene fatto alla fine, questo perché la sua apertura sprigiona il diffondersi di un odore forte che viene sentito da animali come le iene che sarebbero una sicura minacccia. A questo punto la luce ormai iniziava ad essere molto poca e per noi era arrivato anche il tempo di ritornare al campo, nonostante la partenza deludente della mattina alla fine la giornata era stata molto interessante ed eravamo tutti molto soddisfatti. Già non si vedeva l'ora di riuscire la mattina dopo.
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. Albert Einstein
Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni. Albert Einstein
La sua vita si svolge tra casa e chiesa. . . E va be, ma nel tragitto cosa succede? Totò
Se Dio esiste, deve chiedermi scusa. Iscrizione trovata in campo di concentramento nazista
Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia e sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa un leone si sveglia e sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame. Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: è meglio che cominci a correre. William Shakespeare
E' un'illusione che le foto si facciano con la macchina... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. Henri Cartier-Bresson
È arte la fotografia? Quien sabe? Chi lo sa e chi se ne importa? Mi piace! Edward Weston
Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada. Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina. Andy Warhol
Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene. Ansel Adams
Ogni cosa che vedi in basso, sul vetro della tua Rolleiflex è la realtà, le cose come sono. La Fotografia è cosa deciderai di farne di tutto ciò. George Rodger
Foto che arriva dal safari fatto in Kenya nel Masai Mara ad inizio novembre 2009, eravamo appena arrivati e avevamo approfittato delle ultime ore di luce per fare un breve safari pomeridiano, che dire inizio con il botto ! Dopo poco ci siano trovati davanti ad una splendida femmina di leopardo che nel Masai Mara è conosciuta con il nome Binti, nome che in lingua swahili significa figlia, questo perchè in un'area non molto distante vive ancora la madre che è conosciuta come Olive, purtroppo lei non sono riuscito a vederla bene, mi sono dovuto accontentare di scrutarla in mezzo alla boscaglia assieme ad un piccolo cucciolo di pochi mesi del quale mi sono portato a casa solo una foto ricordo, ma è stato emozionante vederlo anche solo così. Binti anche se la luce era ormai inesistente si è fatta ammirare molto bene, all'inizio era sonnacchiosa ed era sdraiata tutta rannicchiata come un nostro gatto domestico, poco dopo però qualcosa ha attirato la sua attenzione e abbiamo potuto ammirarla mentre si dirigeva verso la boscaglia camminando rasoterra in modo da non essere vista, è stato impressionante vedere con quale velocità è passata dalla fase addormentata a quella completamente vigile, e ancora di più vederla in azione e riuscire a vedere dal vivo le movenze di un leopardo che si muove probabilmente in cerca di una preda. La cosa è stata improvvisa e mi ha colto di sorpresa, questa foto è stata anche frutto di un colpo di fortuna.
Quanto manca per la partenza per l'Africa ? Ormai non molto ( 21/09 ) , non vedo l'ora di tornare dai miei felini , speriamo che il periodo sia buono come dovrebbe essere, in teoria salvo sfighe dovrei riuscire a vedere la grande migrazione. Spero tanto di portare a casa delle belle foto dei miei due soggetti preferiti, il leoparo ed il ghepardo. Due anni fa non è andata malaccio ma per quanto riguarda il leopardo spero di essere un filo più fortunato. Cosa mi colpisce di più di questi due animali ? Del leopardo sicuramente lo sguardo magnetico, impossibile non rimanerne affascinati, sembra una frase fatta ma non lo è. Del ghepardo invece mi colpisce molto l'eleganza , sia per la struttura longilinea ma anche e soprattutto per le movenze. Speriamo che non facciano troppo i difficili e che mi facciano il regalo di farsi fotografare !!
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