Di esperienze indimenticabili un safari ne offre sempre tante, anche se magari per vari motivi non sempre si riesce a concretizzare l'aspetto fotografico. Come ad esempio quella volta che ho assistito ad un' interazione piuttosto vivace tra due gruppi di leoni, che purtroppo non sono riuscito a fotografare in modo decente a causa della poca luce e dei conseguenti limiti della mia attrezzatura. Ma quel pomeriggio passato in compagnia di tre ghepardi durante il safari in Kenya del 2009 è sicuramente una delle esperienze più belle che ho fatto in Africa. Quella mattina, come quasi tutte quelle di quel viaggio, avevamo iniziato la giornata cercando Olive, una femmina di leopardo che in quel periodo aveva anche un cucciolo di pochi mesi, purtroppo ricerca andata a vuoto, e non eravamo stati fortunati neanche nella successiva ricerca dei caracal, così quando ormai ci si avvicinava a mezzogiorno decidemmo di provare a cercare i tre ghepardi maschi che in quel periodo bazzicavano nel Mara, e almeno in questo fummo fortunati.
Visto il sole battente e il gran caldo li trovammo in piena fase di siesta, erano sdraiati all'ombra di un albero e gli unici sforzi fisici che facevano erano l'alzare la testa ogni tanto per controllare cosa succedeva lì attorno, e l'alzarsi per seguire l'ombra dell'albero. Ci trovavamo di fronte ad una scelta, rimanere lì con loro nella speranza che ci potessero regalare un po' di azione durante il pomeriggio, oppure cambiare direzione e proseguire nella ricerca di qualcos'altro. Decidemmo per la prima armandoci di molta pazienza, lì attorno i bersagli per i tre gattoni non mancavano e gli stomaci sembravano vuoti per cui la speranza di poter vedere qualcosa di interessante ce l'avevamo. Rimanemmo lì a distanza ravvicinata per più di mezz'ora , poi visto che ormai era ora di pranzo e loro non sembrava avessero voglia di muoversi, decidemmo di allontanarci un po' riparandoci sotto l'ombra di un albero per consumare il nostro pranzo al sacco, ma un occhio ce l'avevamo sempre pronto per controllare i tre ghepardi in modo da muoverci subito nel caso ci fossero stati dei segnali di risveglio. Di preciso non ricordo quanto abbiamo aspettato, ma penso che un due ore buone sì, rimasero sonnacchiosi sino all'arrivare del solito temporale pomeridiano tipico di quel periodo, non appena l'aria cominciò a rinfrescarsi i tre iniziarono a dare segni di risveglio e noi recuperammo la posizione iniziale con macchine e obiettivi pronti.
Nel periodo passato ad aspettare è stato comunque interessante vedere i comportamenti degli altri animali che si aggiravano nelle immediate vicinanze.
Ricordo in particolare il comportamento di una zebra che pareva averli visti quando ancora erano sdraiati, non ho capito se li aveva effettivamente individuati visivamente, visto che erano sdraiati a mo di tappeto, o se li avesse solo "annusati". Ad ogni modo era ferma a distanza di sicurezza con lo sguardo fisso verso di loro, scodinzolava in modo molto nervoso ed emetteva dei versi di allarme che poi venivano raccolti anche dagli altri animali, spargendo così il nervosismo in tutto il circondario. Ad un certo punto i tre decisero che era giunta l'ora di muoversi, prima iniziarono a giocare tra loro e poi assunsero la tipica posizione in cui ognuno controlla una lato della scena, e dopo poco iniziarono a muoversi verso uno dei branchi di gnu che erano lì attorno. A quel punto noi decidemmo di provare ad anticiparli in modo da spostare la jeep per assumere una posizione migliore per le foto, purtroppo non ce ne diedero il tempo perché l'attacco fu fulmineo e non ci rimase che assistere al banchetto.
Purtroppo avevamo perso la fase della caccia, ma è stato ugualmente molto interessante assistere al pasto perchè anche in questo frangente abbiamo potuto osservare i comportamenti di questa meravigliosa creatura. I ghepardi sono dei velocisti, non hanno una potenza muscolare che permette loro di difendere la preda, per cui il più delle volte la abbandonano nel caso vengano affrontati da un altro predatore, la loro arma per sopravvivere è la velocità e non si possono permettere di rimanere feriti perché potrebbe costar loro molto caro. Tutto questo portava i ghepardi a mangiare con una foga incredibile, e allo stesso tempo a turno si alzavano di scatto per controllare che non arrivasse nessuno ad infastidirli.
La parte finale del pasto ci ha permesso anche di apprezzare un'altra loro tecnica per mangiare indisturbati, quel sacco bianco è la sacca dove si trova il rumine e questa nonostante la foga del pasto non viene toccata, o se viene aperta viene fatto alla fine, questo perché la sua apertura sprigiona il diffondersi di un odore forte che viene sentito da animali come le iene che sarebbero una sicura minacccia. A questo punto la luce ormai iniziava ad essere molto poca e per noi era arrivato anche il tempo di ritornare al campo, nonostante la partenza deludente della mattina alla fine la giornata era stata molto interessante ed eravamo tutti molto soddisfatti. Già non si vedeva l'ora di riuscire la mattina dopo.