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Tanzania 2008 - appunti di viaggio

- Itinerario

21/06 - Partenza dall’ Italia, voli Venezia/Roma e Roma / Addis Ababa / Kilimanjaro Airport con Ethiopian Airlines
22/06 - Arrivo al Kilimanjaro Airport e trasferimento al Tarangire N.P. , safari di trasferimento nel tragitto dall’entrata del parco al lodge
23/06 - Safari nel Tarangire N.P e trasferimento al Ngorongoro nel primo pormeriggio
24-25-26/06 - Giornate di safari nel cratere di Ngorongoro.
27-28-29-30/06 - Giornate di safari nel Serengeti con base zona Seronera
01/07 - Mezza giornata di safari e trasferimento nel nord del Serengeti nell’area del Lobo,
02/07 - Trasferimento al Lago Natron, arrivo nel primissimo pomeriggio. Visita ad un villaggio masai ed escursione nella Rift Valley,
03/07 - Alba al lago Natron per vedere i fenicotteri, ritorno al campeggio e dopo la colazione trasferimento al lago Manyara, all’arrivo safari all’interno del Manyara N.P.
04/07 - Safari di prima mattina all’interno del Manyara N.P. della durata di un paio di ore, subito dopo trasferimento al Kilimanjaro Airport.
05/07 - Arrivo in Italia di primissima mattina.
Picture
Tour Operator:
Lillac Adventure and Safaris
Arusha - Tanzania
www.lillacadventures.com

- I voli

Ho volato sia all'andata che al ritorno con Ethiopian Airlines ed era la prima volta che volavo con loro. L'esperienza è stata positiva e la posso consigliare, Per me era il primo volo intercontinentale per cui non la posso confrontare con le altre linee aeree più conosciute, però posso dire di aver volato bene e senza disagi.

- Vaccinazioni

Premetto subito che su un argomento così delicato non intendo dare consigli di nessun tipo, riporto solo la mia esperienza, per fare le vostre scelte rivolgetevi all' ufficio d'igiente della vostra USL. Così ho fatto pure io e le vaccinazioni che mi sono state fatte sono: antitetanica perchè scaduta, epatite A, febbre gialla, tifo e meningite, Per quanto riguarda la malaria ero intenzionato a partire senza fare nessuna profilassi, ma a due settimane dalla partenza ho ceduto sotto il fuoco incrociato di amici, colleghi e familiari. Per la profilassi antimalarica ho scelto il Malarone anche su consiglio della dottoressa dell' USL perchè in teoria il meglio sopportato, per me in effetti è stato così perchè a parte qualche lievissimo bruciore di stomaco nei primi due o tre giorni di assunzione non ho avuto nessun altro effetto collaterale. Dovessi però tornare in Tanzania nello stesso periodo credo che non rifarò la profilassi perchè di zanzare non se ne è vista manco una, se non l'ultima sera al Lake Manyara. Ma è una scelta del tutto personale.

- Pernottamenti

All'inizio la scelta del mix tra lodge e campeggio è stata fatta in funzione del budget per cui alla fine abbiamo pernottato per una buona parte delle notti in campeggio, circa un 60%, ma tornassi indietro sbilancerei ancor di più il mix a favore del campeggio perchè oltre a risparmiare, che non fa mai schifo, alla fine è stata la ciliegina sulla torta del viaggio. La scomodità è relativa e comunque accettabile, e poi aspettare di addormentarsi sentendo i richiami di leoni e iene è impagabile e chi fa tutto lodge non sa cosa si perde, Nell'ordine le strutture presso le quali abbiamo pernottato sono state le seguenti: - Sopa Lodge (Tarangire National Park) : struttura molto bella, nessun appunto da fare né per la sistemazione né per il cibo. Era la prima sera in Africa ed ero un po' in paranoia per rischio diarrea del viaggiatore per cui ho mangiato poco ma i miei due comapgni di viaggio erano molto più tranquilli di me e hanno potuto constatare la bontà di quanto servito, cena a buffet.

- Wildlife Lodge (Ngorongoro Crater) : struttura più vecchia rispetto a quella vista al Tarangire ma ci siamo stati molto bene lo stesso, sia come sistemazione che come cibo, abbiamo sempre mangiato bene e direi anche abbondante e come altrove le uniche cose extra sono state le bevande. Questo lodge costa un po' più dell'altro che è fuori dal cratere (Rhino Lodge) ma il costo viene ricompensato ampiamente da una visuale panoramica privilegiata godibile da ogni camera e da una terrazza subito antistante la sala dove vengono serviti i pasti. Costava 50 usd in più a notte ma rifarei la scelta. La corrente elettrica di notte veniva staccata e vista la quota diventa bello fresco anche in camera, se siete freddolosi fatevi dare una seconda coperta, prima di farlo io con una sola ho sentito decisamente freddo nonostante dormissi con felpa più pile.

- Pimbi Campsite (Serengeti - Seronera) : quando ci sono stato io più che un campeggio lo si poteva definire uno spiazzo di erba rasata nel bel mezzo del Serengeti, non conoscevo nulla di questo campeggio prima di arrivarvi ma standoci ho capito perchè chi me ne aveva accennato era così entusiasta del posto. Campeggio molto spartano, ma nulla di preoccupante, che ci ricompensava alla sera permettendoci di prendere sonno ascoltando i richiami di iene e leoni. Quando ci sono stato io il campeggio non era recintato e lo consiglio vivamente, è una delle cose del viaggio che ricordo con più piacere e nostalgia. Spero sia ancora non recintato perchè la cosa rendeva il tutto ancora più magico.

- Lobo Lodge (Serengeti - Lobo) : struttura bellissima, anche qui come per il Sopa e il Wildlife non posso dire niente, ci siamo stati solo una notte ma ci siamo stati molto bene. Unica avvertenza, occhio ai babuini che girano attorno alla struttura in numero e presenza paragonabile ai nostri gatti, a me uno ha fregato la breakfast box, consiglio vivamente di evitare di fare i gradassi con loro perchè si rischia. Io pensavo di impaurirlo facendo un paio di passi verso di lui e a momenti mi caricava. Di seguito nella parte dedicata alle foto raccontate qualche dettaglio in più e una foto del soggetto fatta al volo da Juza.

- Lake Natron : non ricordo il nome del campeggio, non so nemmeno se ne avesse uno, era molto piccolo e situato nelle vicinanze del fiume che scorre nella Rift Valley, ed era a due passi dal villaggio del masai che ci ha fatto da guida per la visita ai fenicotteri. Tappa magica anche questa che merita qualche riga in più nella parte dedicata alle foto raccontate.

- Lake Manyara : anche qui non ricordo il nome del campeggio, ma è quello a 5 minuti di macchina dal parco, tra i campeggi visitati era sicuramente quello più attrezzato e per quel poco che ci siamo stati ci siamo trovati bene. Tra l'altro è l'unico posto dove abbiamo visto le "temute" zanzare.

- I parchi visitati

Nel nostro viaggio abbiamo visitato i parchi del Nord e in particolare:

- Tarangire National Park: E' stato il primo parco e il primo contatto con la natura selvaggia africana, è un parco che merita sicuramente una visita anche se forse la nostra è stata troppo breve, in pratica due mezze giornate. Il parco è un paradiso per i bird watchers ed è caratterizzato da una presenza numerosa di elefanti e giraffe, felini invece non molti e noi siamo riusciti a vedere solo un leone maschio con cucciolo subito poco dopo l'alba, peccato che la luce fosse ancora troppo scarsa per cavarci qualcosa di buono a livello fotografico.

- Ngorongoro Crater: Probabilmente non ha bisogno di presentazioni, paesaggio mozzafiato ammirabile sia dal punto di vista panoramico in cui si fermano praticamente tutte le guide, non c'è neanche bisogno di chiederlo, sia dal lodge se sceglierete il Wildlife. I game drive iniziavano sempre alla mattina presto e si scendeva nel cratere accompagnati dalla nebbia e dalle nubi basse in un silenzio totale rotto solamente dal fruscio del vento, una sensazione di pace che non avevo mai provato prima e che ricordo benissimo anche dopo tempo. Nel periodo in cui siamo stati noi non siamo mai riusciti a vedere i colori dell'alba causa cielo coperto sempre presente fino a tarda mattinata, mentre qualcosina di più si è riuscito a vedere al tramonto, fase che comunque era fotografabile solo dal lodge in quanto di regola per le 18 bisogna essere fuori dal cratere. Nel cratere sono avvistabili tutti e cinque i big five, non tutti con la stessa facilità, nel nostro caso ne siamo riusciti a vedere solo tre non riuscendo a vedere il rinoceronte ed il leopardo. Quest'ultimo è avvistabile nella zona della foresta Lerai ma non è semplice vista la natura schiva di questo felino. Una raccomandazione, in entrata e uscita dal cratere ci sono dei villaggi masai ad uso e consumo dei turisti, evitateli come la peste, noi siamo cascati in quello in uscita in direzione Serengeti perchè la nostra guida ci aveva assicurato che era un villaggio masai genuino, siamo invece finiti in una sceneggiata per turisti, per alcuni aspetti anche poco piacevole, ed era chiaro che la guida e il capo villaggio si conoscevano.

- Serengeti: Altro posto che non ha bisogno di presentazioni, la cosa che mi ha colpito di più arrivandoci è stata la dimensione sterminata delle sue pianure, ovunque si guardasse non si riusciva a percepirne la fine. Probabilmente il parco che ci ha dato le migliori soddisfazioni, e vista la vastità il consiglio è quello di spenderci diversi giorni,

- Lake Natron: Un posto che mi sento di consigliare calorosamente, il lungo trasferimento dal Serengeti è stato polveroso e stancante ma ne è valsa veramente la pena. Io prima di arrivarci non mi aspettavo nulla di che, arrivavamo da due posti top come Ngorongoro e Serengeti e non dico che eravamo sazi, ma almeno io lo vedevo come una tappa quasi minore del viaggio. E invece no, si è rivelata una tra le più belle e non solo a livello fotografico, abbiamo avuto la fortuna di conoscere Yorna, un masai autentico che si è dimostrato una persona straordinaria, che ci ha fatto da guida nell'escursione nella Rift Valley nella quale abbiamo risalito il fiume facendo trekking tra le pareti rocciose fino a raggiungere due cascate con laghetto, bello e rinfrescante e dopo dieci giorni di safari ci voleva proprio. Yorna poi è stata la nostra guida anche la mattina dopo nella visita ai fenicotteri all'alba.

- Lake Manyara: Ultimo parco visitato, parco non molto grande e forse sarà stato il poco tempo dedicato ma non mi ha impressionato più di tanto, però ho avuto commenti diametralmente opposti al mio da persone incontrate durante il viaggio e penso che molto probabilmente ci abbiamo dedicato troppo poco tempo. In un ipotetico nuovo viaggio non so se lo includerei di nuovo nell'itinerario, probabilmente sceglierei di dedicare un giorno in più nel Serengeti piuttosto.

Appoggiandovi a guide locali il consiglio che posso dare è di mettere in chiaro subito le vostre esigenze, per esempio chi fotografa generalmente vuole partire molto presto e sicuramente non è un aspetto graditissimo, visto che a fine safari è usanza lasciare una mancia a guida ed eventuale cuoco non fatevi problemi fin da subite e fate capire chiaramente cosa volete, le prime volte ci sarà da discutere un po' ma poi non ci saranno problemi. In viaggi come questo la guida fa la differenza, non la si può scegliere prima anche perchè non le si conoscono, ma se avete la fortuna di capitare con una motivata il viaggio sarà sicuramente pieno di soddisfazioni, sotto questo aspetto onestamente non mi sento di essere stato particolarmente fortunato.

- Equipaggiamento fotografico

Questa per me è stata la prima volta in Africa e sono partito con:

- corpi reflex

Canon 30D
Canon 350D
- ottiche
Canon 10-22
Tamron 17-50
Canon 70-200L F4
Canon 100-400L IS

La 30D l'ho comprata un mesetto prima del viaggio perchè mi fidavo poco dell' AF della mia 350D in modalità AI Servo, Devo dire che la scelta del secondo corpo è stata ottima, mi sono trovato molto bene e la consiglio sicuramente sia per un fattore di sicurezza, se se ne rompe una c'è l'altra, ma soprattutto per un discorso di prontezza nel reagire a quanto un safari offre, infatti non si sa mai cosa può accadere e il cambio di lente può far perdere l'attimo. La 30D alla fine è stata dedicata al 100-400 mentre la 350D al 17-50 e al 10-22 con prevalente compito di riprese paesaggistiche. Questa differenziazione mi ha permesso inoltre di limitare all'osso i cambi lente, cosa utlissima visto che in un viaggio del genere la polvere è una compagna costante dall'inizio alla fine. Per questo problema consiglio di portarsi anche un sacchetto di nylon dove riporre la macchina fotografica durante i trasferimenti e nei momenti di inutilizzo, la polvere è veramente tantissima e si deposita ovunque, la nostra jeep alla fine ne era intrisa e bastavano gli squotimenti dovuti al fondo stradale a generare una costante nuvoletta all'interno dell'abitacolo.

In questo viaggio la lente più utilizzata è stata sicuramente il 100-400, sono partito che pensavo di venderlo una volta tornato dalla Tanzania ma durante il viaggio me ne sono innamorato e ora non lo rivenderei mai. Sicuramente a 400mm non avrà la nitidezza di un fisso, anche se a dire il vero il mio esemplare mi sembra si difenda bene, ma la flessibilità che ha risulta un plus molto importante in un viaggio di questo tipo. Il 70-200 invece l'ho usato pochissimo, sbagliando anche, in quanto mi sono fatto prendere dalla frenesia e dall'emozione nel vedere per la prima volta in vita mia gli animali africani in libertà, cosa che mi ha portato a cercare spesso e a sproposito inquadrature molto strette decontestualizzando il soggetto dall'ambiente, proveremo a fare meglio nel prossimo viaggio.
Dopo il 100-400 la lente più usata è stata il Tamron 17-50, mi ci sono trovato bene e il suo lavoro l'ha fatto, il 10-22 invece l'ho usato poco perchè con un wide così se non hai la possibilità di piazzare davanti un primo piano forte lo scatto diventa dispersivo, cosa accentuata dalla vastità e dall'ampiezza dei paesaggi Africani. Scendere dalla macchina poi non era consentito pertanto le condizioni ideali per usarlo sono state veramente poche e di conseguenza gli scatti fatti con questa lente. In un secondo viaggio di questo tipo riporterei questa lente più perchè "non si sa mai" che per una necessità vera. Almeno nella mia esperienza tanzaniana è stato così. Stesso dicasi per il cavalletto, non ho ottiche pesanti da poterlo sfruttare in qualche modo anche in auto, per cui l'ho usato solamente per qualche scatto notturno dal campeggio.
Per quanto riguarda il comparto memorie, sono partito con 4 CF da 4Gb cad, due da 1Gb cad ein più avevo uno HD portatile Nexto M1 con disco da 160Gb sul quale ogni sera provvedevo a fare i backup. La soluzione del HD portatile si è rivelata buona anche se qualche preoccupazione me l'ha data per la paura di rotture e perdite di dati, cosa che per fortuna non è successa ma il percorso accidentato che abbiamo affrontato non mi ha aiutato a stare tranquillo. La soluzione migliore forse sono i GB delle CF ma il costo a GB è ancora altino e anche per il prossimo viaggio mi porterò dietro il Nexto.

- Costi

E' sicuramente un viaggio impegnativo ma scegliendo il giusto mix tra pernottamento in lodge e campeggio si può risparmiare. Si può risparmiare anche rivolgendosi ad un'agenzia locale saltando così un passaggio, così inoltre ci si potrà cucire il proprio safari addosso a seconda delle proprie esigenze / interessi senza dover acquistare per forza dei pacchetti preconfezionati, l'agenzia a cui mi sono appoggiato la trovate nel paragrafo dedicato all'itinerario e la posso sicuramente consigliare. In generale comunque, se l'interesse principale è la fotografia, consiglio di prendersi il tempo per avere il budget giusto, andare e avere i tempi stretti causa budget non la vedo una buona scelta, meglio magari ritardare il viaggio di un anno e farlo come si deve.

- Conclusioni

Il viaggio è stata una bellissima esperienza, un primo contatto con l'Africa di tutto rispetto, tornassi indietro per l'aspetto fotografico eliminerei qualch
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